L'aeroporto principale della città è l'aeroporto di Verona-Villafranca, al servizio di uno fra i più importanti comprensori in Europa: è situato infatti al centro di un'area che comprende le province di Brescia, Mantova, Rovigo, Vicenza, Trento, Bolzano e Verona e che, con circa quattro milioni di abitanti raggiunge il 12% del PIL nazionale. L'aeroporto, con più di 3.500.000 passeggeri transitati nel 2007, è il 12º scalo italiano per movimento passeggeri. Vi è poi l'aeroporto di Verona-Boscomantico, situato a pochi chilometri da Verona. Quest'ultimo viene utilizzato per voli turistici, per manifestazioni, e come base per paracadutisti ed elicotteri, poiché la lunghezza della pista consente decollo e atterraggio solo a piccoli aerei monomotore.
link sito dell'aeroporto di Verona
http://www.aeroportoverona.it
Università a Verona
Una prima forma di Università a Verona si ha nell'825, quando Lotario, con il capitolario di Olona, fonda un istituto superiore di cultura che accoglieva studenti veronesi, mantovani e trentini, ma solo nel 1339 papa Benedetto XII concesse alla città, tramite bolla papale, i privilegi universitari, e quindi la fondazione di una scuola universitaria. Nel 1440 vennero istituite le Scuole Accolitali presso il Duomo, una scuola di musica e lettere per il clero, a cui si affiancarono poi l'Accademia Filarmonica e l'Accademia degli Incatenati, le quali fecero della città una capitale della musica europea del Cinquecento.
Nel Settecento furono istituite le più importanti biblioteche di Verona, la Biblioteca Capitolare e la Biblioteca Civica, e nello stesso periodo nacquero l'Accademia di Agricoltura, con il compito di dare slancio all'economia veronese, e l'Accademia dei Pittori di Verona, fondata e poi dedicata allo stesso Giambettino Cignaroli. Nell'Ottocento fu costituita la Società Letteraria, importante centro di cultura, e venne istituito il Museo Civico, che ebbe inizialmente come sede il palazzo Pompei.
L'Università di Verona, nata il 10 gennaio 1959 con il nome di Libera Università di Economia e Commercio, affonda quindi le sue radici su questo terreno. Grazie alla fusione con l'ateneo patavino si aggiunsero un corso in lingue e letterature straniere, la facoltà di magistero e la facoltà di medicina. Nel 1982 l'Università di Verona divenne nuovamente un organismo autonomo, e oggi conta diverse facoltà: economia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, giurisprudenza, scienze della formazione, lettere e filosofia, lingue e letterature straniere, e scienze motorie. Oggi Verona si presenta così come terzo polo universitario del Veneto, dopo Padova e Venezia. In città ha sede il conservatorio statale di musica Evaristo Felice Dall'Abaco.
Nel Settecento furono istituite le più importanti biblioteche di Verona, la Biblioteca Capitolare e la Biblioteca Civica, e nello stesso periodo nacquero l'Accademia di Agricoltura, con il compito di dare slancio all'economia veronese, e l'Accademia dei Pittori di Verona, fondata e poi dedicata allo stesso Giambettino Cignaroli. Nell'Ottocento fu costituita la Società Letteraria, importante centro di cultura, e venne istituito il Museo Civico, che ebbe inizialmente come sede il palazzo Pompei.
L'Università di Verona, nata il 10 gennaio 1959 con il nome di Libera Università di Economia e Commercio, affonda quindi le sue radici su questo terreno. Grazie alla fusione con l'ateneo patavino si aggiunsero un corso in lingue e letterature straniere, la facoltà di magistero e la facoltà di medicina. Nel 1982 l'Università di Verona divenne nuovamente un organismo autonomo, e oggi conta diverse facoltà: economia, medicina e chirurgia, scienze matematiche, fisiche e naturali, giurisprudenza, scienze della formazione, lettere e filosofia, lingue e letterature straniere, e scienze motorie. Oggi Verona si presenta così come terzo polo universitario del Veneto, dopo Padova e Venezia. In città ha sede il conservatorio statale di musica Evaristo Felice Dall'Abaco.
Lingue e dialetti a Verona
Quello di Verona è un dialetto della lingua veneta, come tutti i dialetti del nord Italia, derivato dalle parlate galloromanze come volgarizzazione del latino. Il sostrato celtico preistorico, moderato dall'influenza del latino classico, ritornò a manifestarsi col declino e la caduta dell'impero, poi con la presenza franca e nel tardo medioevo, con l'opera dei trovatori provenzali e dei loro imitatori locali (XIII secolo). Uno dei primi esempi di produzione letteraria in volgare veronese è costituito da due poemetti in versi alessandrini, il De Babilonia civitate infernali e il De Jerusalemi celesti, composti da un frate francescano detto Giacomino da Verona.
Terra di conquista (come tutto il Nord Italia), il veronese ha subito nei secoli influenze francesi (dominazione napoleonica) e tedesche (dominazione asburgica). Nel corso del Novecento la produzione poetica in dialetto veronese ha ricevuto nuova linfa grazie all'opera di poeti come Berto Barbarani e Tolo da Re.
Solitamente il veronese è classificato come una variante del veneto, di cui condivide molte strutture grammaticali, come il pronome clitico obbligatorio (lu el dise, mentre in italiano è lui dice); tuttavia, a causa della peculiare collocazione geografica al confine tra Veneto e Lombardia, esso ha assorbito sia elementi veneti che lombardi, e si discosta perciò significativamente sia dalle parlate bresciane e mantovane a ovest, sia da quelle vicentine e padovane a est (con le quali è comunque altamente intellegibile).
Terra di conquista (come tutto il Nord Italia), il veronese ha subito nei secoli influenze francesi (dominazione napoleonica) e tedesche (dominazione asburgica). Nel corso del Novecento la produzione poetica in dialetto veronese ha ricevuto nuova linfa grazie all'opera di poeti come Berto Barbarani e Tolo da Re.
Solitamente il veronese è classificato come una variante del veneto, di cui condivide molte strutture grammaticali, come il pronome clitico obbligatorio (lu el dise, mentre in italiano è lui dice); tuttavia, a causa della peculiare collocazione geografica al confine tra Veneto e Lombardia, esso ha assorbito sia elementi veneti che lombardi, e si discosta perciò significativamente sia dalle parlate bresciane e mantovane a ovest, sia da quelle vicentine e padovane a est (con le quali è comunque altamente intellegibile).
Monumenti e luoghi d'interesse a verona
Verona è una delle maggiori città d'arte d'Italia per le sue ricchezze artistiche e archeologiche. La città ha uno sviluppo complesso, ma due opere murarie ne accentuano la divisione tra parte romana e moderna (fino alla seconda metà dell'Ottocento): da una parte le mura romane che circondano il cuore della città tra porta Borsari, porta Leoni e le mura di Gallieno, dall'altra la cosiddetta circonvallazione interna con fortilizi rinascimentali (completati sotto gli austriaci).
Nella Verona antica è sensibile l'opera restauratrice di Cangrande della Scala: il forte impatto visivo dato dal colore rosso dei mattoni degli splendidi palazzi gotici è temperato dal sapiente utilizzo dell'antico marmo bianco romano; opera, questa, frutto della politica scaligera di ritorno ideale ai fasti imperiali. Da qui la nuova urbs marmorea, rifulgente nel bianco lastricato di piazza delle Erbe, al centro della quale troneggia luminosa la fontana di Madonna Verona, composta di parti provenienti dalle antiche terme romane.
Nella Verona antica è sensibile l'opera restauratrice di Cangrande della Scala: il forte impatto visivo dato dal colore rosso dei mattoni degli splendidi palazzi gotici è temperato dal sapiente utilizzo dell'antico marmo bianco romano; opera, questa, frutto della politica scaligera di ritorno ideale ai fasti imperiali. Da qui la nuova urbs marmorea, rifulgente nel bianco lastricato di piazza delle Erbe, al centro della quale troneggia luminosa la fontana di Madonna Verona, composta di parti provenienti dalle antiche terme romane.
La storia di Verona
Verona è stata abitata fin dal neolitico, quando si ebbe la probabile presenza di un villaggio presso la zona meridionale di colle San Pietro, lungo il corso dell'Adige, uno dei pochi punti guadabili del fiume.Quella del colle San Pietro è in effetti un'area ricca di reperti, e vi sono stati trovati addirittura i resti delle case che formavano l'antico villaggio. In epoca protostorica nel veronese giunsero i Galli Cenomani, che si stanziarono a ovest, sino al corso dell'Adige, e molto probabilmente il villaggio collinare fu abitato insieme dai Cenomani e dai Veneti.
Gli storici latini hanno accreditato a Euganei, Reti, Veneti, Etruschi o Galli Cenomani le origini di Verona: lo storico Polibio afferma che ai suoi tempi (II secolo a.C.) era ancora numerosa l'etnia venetica tra la popolazione della città, e infatti la presenza veneta è ben documentata, in particolare presso il colle San Pietro, e a questa sua affermazione si basa l'ipotesi della fondazione veneta; l'ipotesi della fondazione da parte dei Reti e insieme degli Euganei è stata invece formulata da Plinio il Vecchio (dei primi tra l'altro la presenza è accertata dai numerosi ritrovamenti nel territorio veronese delle loro ceramiche); quella dei Galli Cenomani fu invece sostenuta da Tito Livio.
Gli storici latini hanno accreditato a Euganei, Reti, Veneti, Etruschi o Galli Cenomani le origini di Verona: lo storico Polibio afferma che ai suoi tempi (II secolo a.C.) era ancora numerosa l'etnia venetica tra la popolazione della città, e infatti la presenza veneta è ben documentata, in particolare presso il colle San Pietro, e a questa sua affermazione si basa l'ipotesi della fondazione veneta; l'ipotesi della fondazione da parte dei Reti e insieme degli Euganei è stata invece formulata da Plinio il Vecchio (dei primi tra l'altro la presenza è accertata dai numerosi ritrovamenti nel territorio veronese delle loro ceramiche); quella dei Galli Cenomani fu invece sostenuta da Tito Livio.
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